lunedì 30 ottobre 2017

Fantastico!!!

Solo per pochi minuti ma lo spettacolo che si è visto non si scorda tanto facilmente. Un incredibile evento che comprende umidità dell'aria e altezza delle nuvole, senza dimenticare il sole.

sabato 28 ottobre - Valle dei Mocheni Bersntol - visto da Palù del Fersina

domenica 29 ottobre, Valle dei Mocheni Bersntol visto da Palù del Fersina- fai clik per ingrandire

lunedì 2 ottobre 2017

Non è più come una volta .......

Foto estratta dal sito youreporter.it
Titolo dai toni nostalgici ma purtroppo quest'anno è andata piuttosto male .... con il clima intendo, perchè la gelata di aprile ha condizionato tutta la stagione produttiva  sopratutto sulle quote medio alte. (1300 \ 1500 msl)
Sono stati letteralmente bruciati dal gelo i fiori del maggio ciondolo, il bosso dell'uccellatore ha praticamente dimezzato le sue palline rosse, e le aghifoglie in genere hanno ridotto drasticamente la crescita a causa del caldo eccessivo che ha spinto lo zero termico fin quasi a 5000 m slm.
Mirtilli selvatici, già seriamente minacciati dalla Suzuki o Drosophyla (moscerino della frutta) dir si voglia non se ne sono visti, lamponi (selvatici) nemmeno per non parlare delle more selvatiche ......... 
Funghi pochi e quei "pochi" per la maggior parte erano finferli (gallinacci) delle "brise" (porcini) nemmeno l'ombra ....... 
Da qualche anno sulle nostre alpi le temperature si sono alzate in media di 2- 3 gradi mentre l'estate scorsa si sono battuti tutti i record con una temperature media superiore di ben 5 gradi centigradi (fonte il meteo.it) 
Ci troviamo in esposti a colpi di calore estivi eccezionali seguiti da bombe d'acqua altrettanto terribili e di contro, a ondate di freddo artico in inverno intersecati da periodi miti e soleggiati.
Non c'è che dire, il mondo sta cambiando ...... a grandi passi.

mercoledì 16 agosto 2017

Museo dei minerali a Palù del Fersina - Pèrgmandlhaus, Palae en Bersntol

Immagine tratta dal sito valledimocheni.it
La novità dell'estate 2017 a Palù del Fersina è il museo dedicato ai minerali della valle e non solo.

Per info e prenotazione visite contattare il  +39- 3463627221 oppure g li uffici del comune 
+39-0461550001


Link: Museo dei minerali a Palù del Fersina

giovedì 18 maggio 2017

Una "forza" non comune .....

A volte sono le piccole cose che ti fanno pensare sopratutto quando le guardi distrattamente prima e con molta attenzione e curiosità poi. 
In fondo, prima o poi la natura si riprende tutto.

Immagine pubblicata per gentile concessione della signora Margon Maria.

mercoledì 22 febbraio 2017

Lo Schratl - Fiabe leggende dell'Alta valle dei Mocheni (Valle del Fersina)

C’era un maso su al monte, dove i pastori se la passavano piuttosto bene.
Un bel giorno al mattino, appena mandate le pecore al pascolo queste rientravano e si mettevano a dormire perché erano già sazie; e cosi per giorni e giorni ed i pastori non capivano come potesse essere questa storia. Una notte decisero di nascondersi dietro la porta della stalla vegliando ed aspettando. Ad un certo punto un piccolo ometto, con la giacchetta e cappellino rossi sbuca dal bosco ed in quattro e quattr'otto porta fuori le pecore al pascolo.
Di buon mattino riconduceva dentro le pecore, facendo così il lavoro dei pastori. E così succedeva ogni notte. Poiché i pastori avevano visto che l’omino era a piedi nudi, decisero di comperargli un paio di scarpe per ringraziarlo, naturalmente rosse.
Alla sera i pastori misero le scarpine davanti alla porta della stalla e l’ometto arrivando le vide, subito le calzò e ballando dalla gioia disse: - ancora per questa volta, ancora per questa volta! – Da quel giorno nessuno vide mai più lo Schratl.

Fonte: G. Šebesta, Lo Schratl, da Fiabe-Leggende dell’Alta Valle del Fersina.

giovedì 9 febbraio 2017

Mauro Corona la pensa come noi ...... dello Scalzerhof.

Mauro Corona alpinista, scrittore e molto spesso anche opinion maker a sentirlo nei suoi tanti video che circolano in rete. Mi sono sempre chiesto come mai tanta gente gli chiede il suo punto di vista su fatti e non solo, che avvengono nel nostro paese. Credo sia la sua semplicità di uomo qualunque, l'umanità del montanaro che trasuda dalle sue parole e la sincera chiarezza con la quale si esprime; è molto interessante ascoltare le sue parole sulle piccole vallate alpine. Un caro saluto a Mauro.

lunedì 16 gennaio 2017

Acqua = business.

177 imprese e 287 marchi, 11 miliardi di litri all'anno bevuti da 38 milioni di italiani, quasi 5 miliardi di Euro di fatturato e il primato mondiale di produzione sono i numeri del business “acqua minerale made in Italy”. Un vero affare per un prodotto che scende spontaneamente dal cielo, passa sulla terra e deve essere semplicemente imbottigliato, pubblicizzato e distribuito.
Nel frattempo le falde si stanno asciugando velocemente; negli Stati Uniti, i livelli di acqua sotterranea stanno calando più rapidamente che in ogni altro periodo del secolo scorso senza contare che l’inquinamento sta danneggiando le nostre riserve idriche superficiali. Per vincere la guerra dell’acqua, sarà necessario guardare alla base dell’incredibile idea che l’acqua sia una cosa per cui si deve pagare, ed a volte ben più che semplice denaro”.
Autore: Michael Byrne / Fonte: vice.com

lunedì 5 dicembre 2016

Agricoltura di montagna, futuro incerto.

Quale futuro la, quale economia li …., si fanno un sacco di convegni che varano nuovi progetti e si sprecano fiumi di parole ma l’agricoltura di montagna, a parte certi posti arranca di brutto.
Vuoi per le stagioni corte e l’ ovvia riduzione delle qualità coltivate, la concorrenza della pianura ti impone una meccanizzazione che pochi agricoltori riescono a sopportare, senza dimenticare gli eventi atmosferici che in montagna variano repentinamente lasciandoti poco tempo per rimediare a periodi troppo piovosi o siccitosi.
I giovani scappano, i boschi avanzano colonizzando fette importanti di costoni montani inghiottendo aziende agricole dismesse e al loro posto, nascono imprese di sfruttamento boschivo le quali, si portano via solo il “buono” lasciando a marcire sul territorio rami e frasche.
Agricoltori montani da tutti considerati gli ultimi custodi della montagna e quindi, gioco forza colonne portanti del turismo e via dicendo ma appesi ad un filo per il reddito pro capite.


La politica fa orecchie da mercante, da una parte sembra che dia ma con l’altra mano prende il doppio e non sto parlando di contributi ma di servizi. Senza servizi i paesi muoiono inesorabilmente. Si preferisce finanziare i grandi consorzi, le cooperative di raccolta o le cantine vinicole mentre i piccoli agricoltori di montagna che fanno prodotti inimitabili per qualità e sapore vengono quasi snobbati.

venerdì 18 novembre 2016

Apicoltori del terzo millennio? Pastori di arnie.

Una transumanza notturna di migliaia di alveari si mette in moto quando sbocciano i fiori. A trasportarli sono i paladini delle api, apicoltori e apicoltrici che spostano le arnie da un campo coltivato all'altro durante le fioriture. Sono loro i protagonisti di una pratica indispensabile alla produzione di cibo e alla sopravvivenza degli impollinatori. Un nomadismo che fino a qualche decennio fa poteva sembrare folcloristico. Ora che la popolazione mondiale delle api registra anno dopo anno un drammatico declino sta diventando invece un lavoro indispensabile per arginare i rischi di gravi ripercussioni sulla qualità e la quantità dei raccolti e, in ultima analisi, sulla possibilità che il Pianeta abbia cibo a sufficienza per sfamarsi. Secondo un recente studio, la quantità di specie di invertebrati impollinatori, in particolare api e farfalle, minacciate di estinzione è cresciuta del 40%. E l'associazione per la ricerca sulle api Prevention of honey bee COlony LOSSes ha valutato che in 31 paesi del mondo, il tasso di mortalità invernale delle colonie di api tra il 2014 e il 2015 ha oscillato tra il 5% e il 25%. "Se un giorno le api dovessero scomparire, all'uomo resterebbero soltanto quattro anni di vita". La citazione attribuita ad Einstein probabilmente è falsa, ma rende perfettamente l'idea sulla posta in palio. (...)

Estratto dalle inchieste di repubblica questo bellissimo articolo che paragona gli apicoltori ai pastori, da leggere ecco il link: - Inchieste di Repubblica

mercoledì 19 ottobre 2016

Autunno, tempo di riflessioni

Palù del Fersina - autunno
Un venticello freddo e teso spazza i prati a monte della chiesetta di Palù del Fersina.
L’autunno è di gran lunga la stagione che preferisco, vuoi per gli incredibili colori che assume la vegetazione o per il fatto che la stagione degli agricoltori montani sta per concludersi.
Mentre torno lentamente verso casa con l’ultimo carico di fieno stipato sul mio motocoltivatore, guardandomi intorno mi rendo conto che il vecchio Martin quest’anno ha abbandonato lo sfalcio dei suoi prati. Forse perché anche l’ultimo dei suoi figli ha messo su casa e si è trasferito nel fondo valle, probabilmente la sua gentil consorte non voleva rimanere da queste parti. Sono sempre di più i fondi incolti e non puoi non vederli d’autunno con l’erba alta secca e di un brutto colore giallo che proprio non si addice ad un prato. Ormai siamo rimasti in pochi a tenere qualche bestia in stalla da queste parti.
I custodi della montagna stanno via via scomparendo, i vecchi per ovvi motivi ed i giovani cercano condizioni di vita migliori per se e per la loro famiglia.
Immagine tratta dal sito Eishof.com
Eppure non sono capace di darmi per vinto perché tutti possiamo vedere come vengono curati prati e boschi in Alto Adige o Sud Tirol dir si voglia.
Proprio qui al nostro fianco la politica locale non ha perseguito una filosofia accentratrice ma ha distribuito e gestito risorse nel miglior modo possibile cercando di far restare i contadini montani lì dove sono nati, ed il risultato senza ombra di dubbio si vede.