lunedì 5 dicembre 2016

Agricoltura di montagna, futuro incerto.

Quale futuro la, quale economia li …., si fanno un sacco di convegni che varano nuovi progetti e si sprecano fiumi di parole ma l’agricoltura di montagna, a parte certi posti arranca di brutto.
Vuoi per le stagioni corte e l’ ovvia riduzione delle qualità coltivate, la concorrenza della pianura ti impone una meccanizzazione che pochi agricoltori riescono a sopportare, senza dimenticare gli eventi atmosferici che in montagna variano repentinamente lasciandoti poco tempo per rimediare a periodi troppo piovosi o siccitosi.
I giovani scappano, i boschi avanzano colonizzando fette importanti di costoni montani inghiottendo aziende agricole dismesse e al loro posto, nascono imprese di sfruttamento boschivo le quali, si portano via solo il “buono” lasciando a marcire sul territorio rami e frasche.
Agricoltori montani da tutti considerati gli ultimi custodi della montagna e quindi, gioco forza colonne portanti del turismo e via dicendo ma appesi ad un filo per il reddito pro capite.


La politica fa orecchie da mercante, da una parte sembra che dia ma con l’altra mano prende il doppio e non sto parlando di contributi ma di servizi. Senza servizi i paesi muoiono inesorabilmente. Si preferisce finanziare i grandi consorzi, le cooperative di raccolta o le cantine vinicole mentre i piccoli agricoltori di montagna che fanno prodotti inimitabili per qualità e sapore vengono quasi snobbati.

venerdì 18 novembre 2016

Apicoltori del terzo millennio? Pastori di arnie.

Una transumanza notturna di migliaia di alveari si mette in moto quando sbocciano i fiori. A trasportarli sono i paladini delle api, apicoltori e apicoltrici che spostano le arnie da un campo coltivato all'altro durante le fioriture. Sono loro i protagonisti di una pratica indispensabile alla produzione di cibo e alla sopravvivenza degli impollinatori. Un nomadismo che fino a qualche decennio fa poteva sembrare folcloristico. Ora che la popolazione mondiale delle api registra anno dopo anno un drammatico declino sta diventando invece un lavoro indispensabile per arginare i rischi di gravi ripercussioni sulla qualità e la quantità dei raccolti e, in ultima analisi, sulla possibilità che il Pianeta abbia cibo a sufficienza per sfamarsi. Secondo un recente studio, la quantità di specie di invertebrati impollinatori, in particolare api e farfalle, minacciate di estinzione è cresciuta del 40%. E l'associazione per la ricerca sulle api Prevention of honey bee COlony LOSSes ha valutato che in 31 paesi del mondo, il tasso di mortalità invernale delle colonie di api tra il 2014 e il 2015 ha oscillato tra il 5% e il 25%. "Se un giorno le api dovessero scomparire, all'uomo resterebbero soltanto quattro anni di vita". La citazione attribuita ad Einstein probabilmente è falsa, ma rende perfettamente l'idea sulla posta in palio. (...)

Estratto dalle inchieste di repubblica questo bellissimo articolo che paragona gli apicoltori ai pastori, da leggere ecco il link: - Inchieste di Repubblica

mercoledì 19 ottobre 2016

Autunno, tempo di riflessioni

Palù del Fersina - autunno
Un venticello freddo e teso spazza i prati a monte della chiesetta di Palù del Fersina.
L’autunno è di gran lunga la stagione che preferisco, vuoi per gli incredibili colori che assume la vegetazione o per il fatto che la stagione degli agricoltori montani sta per concludersi.
Mentre torno lentamente verso casa con l’ultimo carico di fieno stipato sul mio motocoltivatore, guardandomi intorno mi rendo conto che il vecchio Martin quest’anno ha abbandonato lo sfalcio dei suoi prati. Forse perché anche l’ultimo dei suoi figli ha messo su casa e si è trasferito nel fondo valle, probabilmente la sua gentil consorte non voleva rimanere da queste parti. Sono sempre di più i fondi incolti e non puoi non vederli d’autunno con l’erba alta secca e di un brutto colore giallo che proprio non si addice ad un prato. Ormai siamo rimasti in pochi a tenere qualche bestia in stalla da queste parti.
I custodi della montagna stanno via via scomparendo, i vecchi per ovvi motivi ed i giovani cercano condizioni di vita migliori per se e per la loro famiglia.
Immagine tratta dal sito Eishof.com
Eppure non sono capace di darmi per vinto perché tutti possiamo vedere come vengono curati prati e boschi in Alto Adige o Sud Tirol dir si voglia.
Proprio qui al nostro fianco la politica locale non ha perseguito una filosofia accentratrice ma ha distribuito e gestito risorse nel miglior modo possibile cercando di far restare i contadini montani lì dove sono nati, ed il risultato senza ombra di dubbio si vede.

lunedì 4 luglio 2016

Tropicalizzazione del clima nelle vallate prealpine ?

Valle dei Mocheni vista da Palù del Fersina
Arriva quasi sempre alle prime luci dell’alba quando il sole inizia a scaldare il nostro emisfero, sale velocemente dalla pianura e s’infila nelle valli, prima quelle più grandi e poi su e ancora su fino a quelle più alte subito sotto i picchi rocciosi ed i ghiacciai ….

L’aria calda, scontrandosi con l’aria più fredda dei monti si mescola si impasta e piano piano prende corpo la nebbia, fitta densa che avvolge ogni cosa. 
 La nebbia e l'umidità ristagnano perché le correnti superiori più fredde la “tengono” sul fondovalle. Gioco forza, nelle vallate si crea una sorta di serra naturale caldo umida con temperature superiori alla media, di conseguenza vediamo le nostre piante crescere rigogliose mostrando un verde brillante … ma non è tutto oro il verde che vediamo. La nebbia in ogni stagione a queste quote (1300 - 1500 m. slm) non si era mai vista!
Aria calda, nebbia e infine acqua. Da qualche anno è apparsa la stagione delle piogge, a volte può essere la primavera ma molto spesso anche l’autunno inoltrato. Le solite le temperature sopra la media contrastano la formazione della neve ed assistiamo ad una stagione autunnale che sembra non voglia finire. Sarà l'inquinamento atmosferico, il mutamento delle correnti terrestri o, come afferma qualcuno la variazione dell'asse terrestre ma purtroppo nelle pre-alpi il clima si sta tropicalizzando. 
(pubblicato per gentile concessione di Alberto Rossi Freeplayer)
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lunedì 27 giugno 2016

Alta valle dei Mocheni.

Niente tangenziali o autostrade, niente colture intensive, niente fabbriche o centri produttivi di sorta, solo prati boschi e montagne. Strano vero, eppure l’Alta Valle del Fersina o per meglio dire Valle dei Mocheni la possiamo riassumere in queste poche righe e nient’altro.
Qualche scelta molto discutibile è stata fatta durante gli anni 70 quando la politica, almeno in questi luoghi, con la mano destra disincentivava l’agricoltura di montagna e l’allevamento a conduzione familiare a suon di contributi; mentre con la sinistra cercava di accentrare la popolazione dei paesi montani nel fondovalle, probabilmente per ridurre la spesa sociale.

Altri tempi penserà qualcuno perché oggi la ricerca da parte del consumatore di prodotti bio o comunque genuini a km 0 sta diventando un vero e proprio affare, e quindi fieno certificato di alta montagna, prodotti caseari, ortaggi …… La zona di Palù del Fersina si presenta come area ideale per questo tipo di produzione .....


mercoledì 27 aprile 2016

Breve storia di un orso affamato.

immagine tratta da: ogginotizie.it
Da qualche anno a Cimone grazioso paesino sulla strada per Garniga la presenza dell’orso bruno è un dato di fatto. Nella frazione Spagnoli vive anche Giovanni (chiamiamolo così) il quale appassionato di agricoltura coltiva le ciliegie con rara maestria certosina. Certamente anche l’orso stanziale del monte Bondone se ne deve essere accorto e non vede l’ora che tanta prelibatezza sia matura. Così, leggermente in anticipo sulla stagione l’altro giorno l’orso si è infilato nel campo del Giovanni in cerca delle ciliegie ma aimè, sugli alberi c’erano solo fiori! L’orso alquanto stizzito stava per abbandonare il campo ma improvvisamente si accorge che in fondo al campo vi sono tre arnie. 
Affamato come non mai si scaglia contro le arnie distruggendone due ma di miele poco o niente per le stesse ragioni delle ciliege; a questo punto, deluso e forse amareggiato l’orso abbandona il campo risparmiando la terza arnia.

Al sopraggiungere dei forestali chiamati dal Giovanni, il contadino si sente rispondere che in mancanza delle protezioni anti orso distribuite gratuitamente dagli enti provinciali preposti il risarcimento dei danni non è possibile e per concludere in bellezza il forestale redarguisce il contadino affermando:” Se sapete che c’è l’orso per che cavolo avete messo proprio qui anche le arnie?” Con grande pazienza il Giovanni rispose: “Ma che Cristo di forestale siete? Per impollinare i ciliegi naturalmente!!"

martedì 15 marzo 2016

Cambiamenti climatici (L'ultima frontiera dell'umanità)

Permafrost - Immagine tratta dal sito aineva.it
Il clima è un fattore fondamentale. Siamo arrivati al punto che qualsiasi attività umana lo sta alterando creando squilibrio perché l’equilibrio ambientale del nostro pianeta, che si basa su fattori delicatissimi, è il risultato di un evoluzione naturale durata milioni di anni.
Il mese di Febbraio 2016 è risultato essere 1,5° gradi sopra la media degli ultimi 100 anni, di conseguenza cade poca neve perfino a quote rilevanti, i ghiacciai si ritirano, il permafrost si sta sciogliendo proprio perché lo zero termico si sta lentamente ma inesorabilmente alzando di quota.
- Adesso qualcosa di nuovo sta capitando, da quando la rivoluzione industriale ha cominciato a utilizzare i combustibili fossili massicciamente, carbone, petrolio e gas, noi come specie umana abbiamo cambiato la composizione chimica dell’atmosfera. Abbiamo aggiunto una maggiore quantità di gas a effetto serra, prevalentemente l’anidride carbonica e il metano che erano già presenti naturalmente; ma a causa dei nostri processi industriali liberiamo in atmosfera altri gas ancillari che aumentano l’effetto serra.
In sostanza  stiamo cambiando le regole del gioco climatico. –
 (parole di Luca Mercalli climatologo) link  Il mondo verso --------

lunedì 22 febbraio 2016

Gentili clienti e lettori,

 ..con grande rammarico desidero comunicarvi che da inizio 2016 il nostro agritur non effettua più servizio di ristorazione al pubblico e quindi chiude la propria “cucina Mochena”.

Il maso Scalzer propone ai visitatori della Valle del Fersina o Valle dei Mocheni un servizio di pernottamento con prima colazione mettendo a Vostra disposizione: 
- 5 camere doppie indipendenti dotate di servizi privati; 
- due appartamenti indipendenti 2/4 posti letto; 
- un'area attrezzata per la sosta di camper con 13 piazzole. 
Un cordialissimo saluto, bauernhof Andrea.  

martedì 12 gennaio 2016

Asperula (Stellina odorosa)

L'Asperula è un erba aromatica conosciuta come Stellina odorosa o Gletto, deve il suo nome al fatto che se passiamo una mano sopra la superficie di una foglia si prova una sensazione di ruvido. In tempi andati l'Asperula essiccata era utilizzata per profumare la biancheria, allontanare gli insetti e purificare l'aria delle stanze della casa. L'Asperula contiene sopratutto lipidi e vitamina C (le foglie), le sue proprietà sono: depurative, diuretiche, sedative, toniche, antisettiche.
Quando viene schiacciata, l’asperula odorosa emette un aroma di fieno ed è un ingrediente tradizionale per molte bevande in uso nei paesi dell’Europa Centrale.
Grappa all'asperula. (ottimo digestivo)
Raccogliete un pugno di foglie di Asperula e mettetele in un vaso di vetro da1 litro, aggiungete grappa e lasciate riposare per sei settimane agitando il vaso di tanto in tanto. Trascorso il periodo filtrate con una garza il liquido aggiungete un cucchiaino di succo di limone, due cucchiai di zucchero, 30 grammi di zucchero caramellato, mezzo bicchiere d'acqua …. mescolate per qualche secondo ….. il digestivo è pronto!! 

martedì 15 dicembre 2015

Cambiamenti climatici. (L'ultima Frontiera dell'umanità)

Negli ultimi cento anni la temperatura globale media è aumentata di 0,74 °C.
Questo aumento è molto probabilmente da ricondursi alle attività antropiche presenti sul nostro globo, esplose (si fa per dire), con la rivoluzione industriale di fine 1800 ed il conseguente utilizzo massiccio dell'elettricità e del petrolio.
Tutti i governi mondiali guardarono con attenzione il PIL (prodotto interno lordo) del loro paese cercando di incentivarlo con ogni mezzo spingendo per oltre un secolo i popoli, dentro una spirale fatta di lavoro - produzione - consumo senza fine. Al tempo stesso, nessuno si preoccupò dei risvolti ambientali legati alle emissioni inquinati di vario genere, ANZI!
Da alcuni decenni stiamo drammaticamente verificando che i ghiacciai si sciolgono e ritirano sempre più rapidamente, di conseguenza è probabile che la disponibilità di risorse idriche diminuisca, e la sicurezza alimentare che oggi abbiamo, in futuro potrebbe venir meno.
Il livello dei mari aumenta nascondendo immense isole di plastica (Plastic Vortex) per cui gli habitat di molte specie si modificano e la qualità di ecosistemi sensibili si deteriora. Secondo le stime del Gruppo intergovernativo di esperti sui cambiamenti climatici entro la fine del secolo si prevede un riscaldamento globale compreso tra 1,8 e 3 °, cosa causerà al nostro pianeta tutto questo? E di riflesso cosa sta cambiando sulle alpi? (fine prima parte)
Bauernhof Andrea
LINK - mutamenti climatici